Fisioterapia
ultrasuoni
Gli ultrasuoni sono un tipo di terapia elettromedicale che con l’utilizzo di una “testina” dotata di punta di quarzo producano un effetto piezoelettrico, trasformando appunto quella che è elettricità in energia meccanica che a sua volta genera onde acustiche ad alta frequenza ( da 1 a 3 MHz). Questo propagarsi, veloce, delle onde nel tessuto (sia nella modalità a secco che in acqua), provoca una continua interazione modificando la temperatura e favorendo la dilatazione. Quindi implementando anche tutti quei processi di ossigenazione e di riassorbimento della noxa batterica presente nelle sindromi degenerative e infiammatori dell’apparato muscolo – articolare.





Tecar terapia
Questo moderno elettromedicale è capace di veicolare differenti livelli di calore dal basso, intermedio al più elevato, che sviluppandosi con effetto endogeno – prolungato
divengono curativi in una vastissima gamma di patologie.
Possiamo trattare dalle più lievi infiammazioni, fino alle problematiche funzionali post-operatorie con ottimi risultati.
Coppettazione
La coppettazione è ideale sia per la cura delle classiche contratture in cui, per un ispessimento tissutale, si genera un deficit circolatorio che per le mialgie di tipo infiammatorio, perché queste nascono in un “punto dolore” o area mialgica e alterano estese fasce muscolo-cutanee che diverranno più dure e tegumentose. La coppettazione risulta efficace per entrambe, in quanto posizionando le coppette di diverse dimensioni sulle aree da trattare e aspirando l’aria con una pompetta meccanica, la pelle e parte della muscolatura vengono aspirate all’interno del vasetto creando un vuoto d’aria . Il conseguente effetto del vuoto genera un immediato richiamo vasomotorio iper irrorando l’area.
Quindi, ossigenando e ammorbidendo il tessuto che poco prima era scarsamente ossigenato, la tecnica risulta efficace su contratture e mialgie.







Riflessoterapia del tessuto connettivo
Metodo Dicke ( R.T.C.)
È il metodo che la fisioterapista Elisabeth Dicke ha, con grande genio ed estro, prodotto nella Germania degli anni Trenta e rappresenta tutt’oggi un grande contributo alla scienza grazie alla scoperta delle
mappe dermatomeriche e come queste agiscono attraverso la pressione.
In pratica se stimoliamo un distretto muscolare periferico rispetto a quella doloroso, ma facente parte della medesima area dermatomerica, evoca effetti riflessi che aumentano la pompa linfatica e
il trofismo istiocitario ( di cellule rigeneranti tessuto connettivo) e riequilibrano i deficit.
Affinché quanto detto possa concretamente realizzarsi è necessario che il terapeuta applichi, secondo la giusta sequenza, una serie di manovre profonde ( a stiramento e ad uncino) per realizzare una vera e propria pressione sul tessuto connettivo.
La RTC oggi rappresenta una terapia molto efficace e risolutiva sia per tutte le sindromi infiammatorie, in cui si ha scarsa risposta ai farmaci e alle infiltrazioni, che per le sindromi di tipo psicosomatico come ad esempio le cefalee e le gastriti.
Mobilizzazione periferica propriocettiva
Questa tecnica è usata in sinergia alla rieducazione funzionale.
L’azione di mobilizzazione, il terapeuta entra in profondo contatto con l’articolazione del paziente sia per liberare i conflitti muscolo-legamentosi che per ridare degli “input” agli automatismi dei corretti movimenti da eseguire.



Termoterapia
La termoterapia è integrata all’azione decontratturante manuale ed attraverso l’uso di “lavette” ( mini-asciugamani) caldo umidi, consentirà un rilasciamento profondo delle aree ispessite dalla tensione.
TENS
(Transcutanean electrical nerve stimulation)
(Transcutanean electrical
nerve stimulation)
La TENS una terapia strumentale che viene eseguita Attraverso una corretta applicazione di elettrodi sulle aree dolorose.
Questi, veicolando una corrente a bassa frequenza e appena percettibile dal paziente, portano i nervi periferici a chiudere le trasmissioni dolorose ed a inibire la sensibilità. Ciò produce effetti di abbassamento della soglia del dolore, quindi è molto indicata come trattamento per le problematiche di tipo infiammatorio-nevritico.


DRENAGGIO E RIABILITAZIONE LINFATICA
Lo studio Asclepio offre una vasta gamma di approcci per tutte quelle che sono le cause derivanti dal ristagno dei liquidi.
Il ristagno può essere di natura edematosa o infiammatoria ed essere causato da problematiche primarie (congenite o croniche) e secondarie (insorte da traumi, interventi chirurgici o altre determinanti esterne). L’area di intervento può essere piuttosto ampia in quanto si può andare da fattori antiestetici come la cellulite di origine metabolica ai disturbi linfedematosi importanti.
È in virtù di questo, il fisioterapista saprà se utilizzare una sola tecnica terapeutica o un approccio combinato-multilivello con differenti protocolli terapeutici.
D.L.M. Drenaggio Linfatico Manuale - Metodo Leduc
E’ una tecnica di manipolazione che consta di tre principali fasi: “Svuotamento” e preparazione dei linfonodi a ricevere la linfa. “Riassorbimento”dei liquidi interstiziali di rifiuto attraverso i collettori e, infine, “Richiamo” degli stessi liquidi ai linfonodi che, ora pronti, potranno purificare la parte “tossica” dei fluidi, scaricandola nei nostri apparati escretori, e rigenerare nuova linfa. È ideale ed efficace per tutte le problematiche derivanti da stasi venosa ed edematose (originanti da traumi)
Inoltre risulta molto efficace anche negli interventi di linfoadenectomia per problemi oncologici.




Linfotaping
Linfotaping : Il linfotaping è anche cerotto linfatico o “polipo” per la sua forma caratteristica, ed ha una funzione drenante, antinfiammatoria e nocicettiva. Viene applicato sulla cute del paziente rispettando il criterio di deflusso linfatico, quindi seguendo la corretta anatomia delle catene linfatiche che sono relative al distretto da trattare. Viene lasciato sulla persona da un minimo di 2 ad un massimo di 5 giorni.
Le grinzosità che meccanicamente si generano sulle strisce di cerotto, andranno a sollevare continue pliche cutanee favorendo una funzione drenante sui tessuti e trasferendo le sostanze di rifiuto al linfonodo posizionato sulla “testa” principale del tape . Questa tecnica risulta nel tempo decisamente efficace e può essere usata sia singolarmente che in associazione al D.L.M.




Pressoterapia
La pressoterapia è un tipo di trattamento che si basa sull’utilizzo di tutori da inserire negli arti superiori e/o inferiori da trattare. Funziona attraverso un sistema di pompaggio ad aria compressa misurato in mmhg (millimetri di mercurio) e varia da 60 a 180 mmhg.
Il terapeuta sceglie il range corretto in base alla problematica (estetica, traumatica o patologica – linfatica ).
Viene generalmente utilizzato all’interno di un programma di recupero insieme al D.L.M. o bendaggio elastico compressivo.





Il bendaggio elastocompressivo
Il bendaggio elastocompressivo rappresenta un trattamento molto efficace per i linfedemi (sia primari che secondari), i versamenti da stasi e le linfoadenectomie. Quando il linfodrenaggio manuale o il tape non sono più sufficienti a contrastare gli eccessi di infiltrazioni interstiziali patologiche, inseriamo nel protocollo anche il bendaggio. La sua pressione più costante e più energica genera infatti una motilità induttiva maggiore sui canali linfatici, attivando così anche gli incavi più profondi, nascosti e difficili da stimolare.